RICAMI DI MARMOTTA

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lunedì 7 marzo 2016

STUPEFACENTE PAESAGGIO LUNARE





Complice una tiepida  giornata di metà febbraio, tanto mite da lasciar presagire una precoce primavera, ho scoperto  la Riserva Regionale delle Salse di Nirano.




Nei dintorni di Fiorano tra le morbide  colline modenesi e gli aspri e scosesi calanchi  si nasconde la Riserva, un vero gioiello,  dove è possibile  conoscere e ammirare il fenomeno delle "salse".


 In un'area strettamente protetta, attraverso un percorso a passerelle, ho ammirato incantata  un paesaggio inusuale, silenzioso, reso più stupefacente e quasi lunare dalla ancor brulla vegetazione invernale e dalla totale assenza di  persone.










I piccoli coni di argilla grigio bluastra sono originati da fango freddo, altamente salino, spinto in superficie dai gas e dagli idrocarburi  presenti nel sottosuolo.







La vegetazione, caratteristica, deve sopportare l'alta salinità del terreno da cui deriva la denominazione di  "salse"







Il fenomeno  ci ricorda che centinaia di migliaia di anni fa l'attuale Pianura Padana era occupata dal mare.





mercoledì 12 agosto 2015

BIANCO: IL SILENZIO. SEI, SETTE MESI FA


In queste giornate caldissime non è piacevole un po' di fresco? Vi regalo refrigeranti foto di una nevicata in città, inverno in piena canicola.























Silenzio, da ascoltare e da godere. Biancore abbagliante, ovattato. Quanto era bella  la neve appena scesa non ancora sfatta e sporca di fango e smog; quando ancora non si erano contati i danni. Quanto erano belle le vie candide e deserte del mio quartiere nei primi giorni di febbraio.



Precedenti alla nevicata le  foto che seguono,  al contrario, non sono un  regalo ma cronaca. Mi hanno fatto e mi fanno ancora troppo male.



foto tratte dal web















foto tratte dal web


Solo quindici giorni prima un altro tipo di silenzio in un sabato da dimenticare. Gran parte della città deserta, paralizzata, priva di rumori.   Altrove violata:  in centro, scoppi di bombe carta e candelotti, urla di slogan, cumuli di cristalli infranti;  automobili e vetrine danneggiate da vigliacchi armati di manganelli, spranghe e coperti da caschi integrali. Il bianco non era  candido, interrotto da bagliori rossastri, e nemmeno  era  nebbia,  purtroppo.






Entrambi gli eventi hanno causato alla mia città danneggiamenti  ingenti.

venerdì 14 dicembre 2012

sabato 30 gennaio 2010

GIORNI DELLA MERLA









Questa mattina, al risveglio, una piccola sorpresa: la neve.

Giusto una spruzzatina per tener fede alla tradizione dei "giorni della Merla" che si vuole siano i più freddi dell'anno.




Dalle mie parti è quasi impossibile stabilire con precisione quali siano. In alcune zone si considerano il 28, 29 e 30 gennaio; in altre il 29, 30 e 31 gennaio. In altri paesi ancora la tradizione riguarda il 30 e 31 gennaio ed il primo giorno di febbraio che sono poi i giorni classici.





La leggenda narra di una merla e del suo merlottino dal piumaggio bianco ( perché sì, a quel tempo i merli erano bianchi) sorpresi, il 30 gennaio, da un freddo rigidissimo. Costretti ad abbandonare il loro nido si rifugiarono in un camino per riscaldarsi . Vi rimasero per tre giorni: il primo febbraio, complice un certo miglioramento climatico, la merla uscì per cercare qualche insetto per il suo piccolo. La fuligginel'aveva sporcata completamente di nero, però era salva e con lei il suo merlottino. Da quel giorno tutti i merli sono neri.

Dal volume "Ròbe de na vòolta" di L. Dacquati apprendo di una tradizione più "storica".
Alla fine del 1700 gli ultimi giorni di gennaio furono così rigidi che il Po ghiacciò completamente, consentendo ai francesi di Napoleone di trasportare, da una riva all'altra del fiume, un enorme cannone detto "Merla" e di battere così gli austriaci.



Per finire un proverbio del 31 gennaio: S. Geminiano arriva con la neve in mano.