"Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo?
( F. Kafka, lettera a Pollak, 27 gennaio 1904)
Ho "incontrato" questa straordinaria donna e il suo Diario in biblioteca.
Giovane olandese di famiglia borghese inizia a scrivere, quasi come una medicina, a 27 anni nel 1941; le parole scritte (ma anche lette, definirà la Letteratura: "una seconda patria") diventeranno il mezzo che le permetterà di "capire" la follia che ha colpito l'Europa in quegli anni, di compiere un intenso percorso spirituale alla ricerca di Dio e degli altri, rifiutando l'odio e coltivando la fiducia nella bontà e positività dell'esistenza.
Dal campo di transito di Westerbork, il 7 settembre 1943, un "trasporto" la porterà ad Auschwitz dove morirà il 30 novembre .
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"... devo continuare a scavare e cercare Dio nei cuori di tutti gli uomini che incontro, in qualsiasi angolo di questa terra".
"L'unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l'unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di Te in noi stessi, mio Dio"
"Dammi un piccolo verso al giorno, mio Dio, e se non potrò sempre scriverlo perché non ci sarà più carta e perché mancherà la luce, allora lo dirò piano, alla sera, al tuo grande cielo".
PER NON DIMENTICARE
Bellissime parole davvero. Speriamo di essere sempre capaci di non dimenticare.
RispondiEliminaMariagrazia
Parole quelle di Etty che toccano l'anima, dall'orrore far nascere amore è una lezione di cui far tesoro, proprio per non dimenticare!
RispondiEliminaBerty
"Se mai uscirete vivi da qui, scrivete, raccontate ciò che hanno fatto di noi".... in queste parole risiede una sorte di testamento spirituale di tutti coloro i quali sono morti nel campo di sterminio di Dachau, che ho visitato lo scorso 31 dicembre. Un'esperienza devastante, da fare... per capire che non si deve mai girare la testa.
RispondiElimina"Non dimenticate i nostri assassini": fu questa la preghiera di 11 milioni di
RispondiEliminavittime dell'Olocausto che spinse Simon Wiesenthal, ebreo sopravvissuto ai
campi di sterminio del Terzo Reich, a dedicare la propria vita alla caccia dei
criminali nazisti sfuggiti al tribunale di Norimberga.
E speriamo che il mondo intero e le future generazioni non dimenticano per un avvenire all'insegna della pace. Un abbraccio
bellissime parole
RispondiEliminache cosa succede? un saluto caro Giusy
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